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Nella grande crisi che viviamo da ormai molti anni, accanto alle politiche per la crescita sono necessarie azioni rivolte a sostenere il reddito dei vecchi e nuovi poveri. La riforma Fornero si è rivelata troppo rigida tanto che, dalla sua approvazione, sono state impegnate risorse pubbliche per 11 miliardi e mezzo con lo scopo di salvaguardare in base alle pre-vigenti regole previdenziali coloro che in buona fede avevano accettato volontariamente una uscita precoce dal rapporto di lavoro. L’errore è consistito soprattutto nella mancata previsione di una fase transitoria tra il vecchio e il nuovo regime.

Il brusco innalzamento dell’età di pensione di persone già anziane, che non ha uguali in Europa, ha determinato e determina in molti un possibile impoverimento in quanto privi sia di reddito che di pensione.
Ne consegue, oltre al rafforzamento delle politiche per l’invecchiamento attivo, la necessità di una correzione strutturale della riforma nel nome di una sostenibilità finanziaria e sociale di lungo periodo. In questo ambito si iscrivono limitati aggiustamenti del sistema previdenziale che introducano incentivi fiscali ai versamenti volontari del datore di lavoro e del lavoratore e flessibili possibilità di pensionamento anticipato, entro definiti limiti e sulla base di moderate penalizzazioni, come nel caso della vigente “finestra” 2015 per le donne. Almeno in una fase transitoria. Il “pacchetto“ potrebbe essere finanziato solo in parte dal bilancio dello Stato ed in altra parte proprio dalla penalizzazione dei trattamenti anticipati e dall’incentivazione fiscale di versamenti volontari, incluso un recupero più flessibile del periodo di laurea, utilizzando anche il TFR. Anche introducendo queste innovazioni, rimarremmo il sistema più rigoroso e sostenibile in Europa.

Accanto a ciò si deve confermare l’uso degli ammortizzatori sociali in base a criteri razionali che il Governo è da tempo tenuto ad emanare. Ed una specifica protezione, anche assicurativa, va individuata per le partite IVA il cui impoverimento costituisce un fenomeno nuovo e drammatico.