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    Foodora: Sacconi, paradosso del jobs act la riemersione delle cococo

    “L’audizione del direttore generale dell’ispettorato nazionale del lavoro Pennesi sul caso Foodora, e sui lavori da piattaforma digitale, ha evidenziato la crescente complessità del mercato del lavoro. I drivers che portano nelle case i piatti dei ristoranti realizzano secondo l’ispettorato una prestazione oggettivamente autonoma che può correttamente qualificarsi come cococo e per la quale è difficile stabilire un parametro di equo o congruo compenso secondo norme e giurisprudenza. Paradossalmente il jobs act ha cancellato i contratti a progetto per soddisfare le pance ideologizzate facendo così riemergere le ben più sregolate collaborazioni. In particolare, ai contratti a progetto si applicava il riferimento ai contratti collettivi dei lavoratori subordinati più prossimi per stabilire il corretto compenso. Ora solo un accordo collettivo potrebbe definire in termini più congrui il rapporto di lavoro di questi prestatori d’opera. D’altronde lo stesso progresso tecnologico sarà più fluido se non proporrà forme di abuso del lavoro”. Lo scrive Maurizio Sacconi, presidente della Commissione lavoro del Senato, nel blog dell’Associazione amici di Marco Biagi (www.amicimarcobiagi.com).

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