• ius-soli

    Bianconi ad Avvenire: Su ius soli non mancherà nostro voto, ma evitiamo la logica del prendere o lasciare

    Il nostro voto allo ‘ius soli’ non mancherà», assicura Laura Bianconi, capogruppo di Ap al Senato, dove i voti del partito di Alfano sono decisivi. «Condividiamo lo spirito della legge – assicura –, ma per svelenire il clima è meglio consentire miglioramenti al testo, affidando alla Camera il voto definitivo. I tempi ci sono. Il voto di fiducia – avverte – sarebbe un grave errore».

    Brutta pagina quella scritta dal Senato.

    Se questo è l’inizio non oso pensare che cosa potrà accadere nel prosieguo di discussione. Il testo è arrivato dalla Camera nel novembre 2015, rimanendo a lungo fermo in commissione. Poi, l’improvvisa accelerazione, come se la legislatura finisse domani, ha acceso gli animi e si è giunti allo scontro. Il clima pre-elettorale rende tutto più difficile, ma non c’era tutta quest’urgenza.

    Meglio andare alla prossima legislatura?

    Noi crediamo in quest’alleanza di governo, e siamo consapevoli di quanto questo provvedimento interessi al Pd. Ma la correzione va operata sul metodo. Alfano ha chiesto senso di responsabilità, un supplemento di riflessione.

    Ma questo comporterebbe una terza lettura alla Camera.

    La strada è questa. Altrimenti non resta che il voto di fiducia, e mi augurerei di no. Siamo ben consapevoli che una soluzione per questi bambini, che ormai sono in Italia e studiano da noi, la si deve trovare. Ma sarebbe un peccato che la trovassimo con un braccio di ferro. Il Pd sulla legge elettorale ha cercato un accordo largo, su una legge così delicata vanno fatti tutti gli sforzi possibili per arrivare a una soluzione che sia la più condivisa possibile.

    Crede possibile recuperare il voto favorevole di M5S?

    Non si tratta di accontentare questo o quello. Si tratta di valutare nel merito come arrivare alla migliore soluzione, e se la Lega fa ostruzione ci sono i regolamenti parlamentari, i cosiddetti “canguri”, per arrivare al voto nei tempi. La fiducia, il prendere o lasciare, sarebbe una pessima soluzione.

    Che cosa si può migliorare?

    Non entro nel merito. Dico solo che tenere ancora aperta la discussione potrà portare a raffreddare il clima, rifuggendo dalle opposte spinte elettoralistiche.

    Il leghista Centinaio teorizza lo «scontro anche fisico».

    Mi dispiace per lui, è un collega valido che fa bene il suo lavoro di capogruppo. Ma quando si arriva a discutere col sangue agli occhi, nella convinzione di dover fronteggiare il male assoluto, questi sono i risultati. Ed è un brutto messaggio per una politica che è già al minimo storico.

Comments are closed.