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Strategie

1. Riduzione da 13 a 12 degli anni di istruzione e formazione che precedono l’università e l’alta formazione professionale (come accade nella totalità dei paesi avanzati).

2. Garanzia della pari dignità educativa e culturale tra i percorsi dell’istruzione liceale e tecnica, da un lato, e dell’istruzione e formazione professionale regionale, dall’altro, svolti dai 14 ai 18 anni sia a tempo pieno sia in apprendistato formativo.

3. Sviluppo della pari dignità educativa e culturale tra i percorsi dell’istruzione universitaria e dell’alta formazione professionale a tempo pieno o in apprendistato, al fine di allargare in maniera significativa la percentuale di giovani italiani in possesso di titoli di studio superiori e per non più sfigurare nelle classifiche Ocse.

4. Recupero, grazie alla metodologia didattica dell’alternanza, delle esperienze sociali degli allievi e delle concrete pratiche di lavoro (tirocini curricolari ed extracurricolari, apprendistato) come ordinari «giacimenti» culturali, etici ed educativi per tutti i processi di apprendimento e di insegnamento.

5. Flessibilità e personalizzazione dei percorsi di apprendimento (autonomia), con parallela diffusione dei processi di riconoscimento, valutazione e certificazione delle competenze maturate sia in contesti formali, sia in contesti non formali, informali ed anche occasionali.

6. Esercizio, da parte delle istituzioni di istruzione e formazione secondarie (fino a 18 anni) e superiori (fino a 24 anni), dei compiti di orientamento, accoglienza, matching, intermediazione, collocazione e ricollocazione dei giovani e degli adulti, anche in convenzione con i centri per l’impiego e/o con le agenzie accreditate per il lavoro; ciò, oltre che per una politica attiva del lavoro, anche allo scopo di favorire un costruttivo dialogo critico sistematico tra mondo della formazione e dell’impresa, tra offerta e domanda di competenze.

7. Attribuire ai poli tecnico-professionali il compito di declinare a livello territoriale le politiche regionali e nazionali per l’istruzione tecnica, l’istruzione e formazione professionale, la riconversione tecnico-professionale dei lavoratori e la formazione professionale dei lavoratori lungo tutta la durata della vita.

Interventi specifici per il 2014

1. Allargamento della sperimentazione relativa alla riduzione a quattro anni delle scuole secondarie quinquennali, prevedendo un apposito, rigoroso monitoraggio delle innovazioni organizzative, didattiche e relazionali necessarie per assicurare, nel nuovo contesto, l’aumento complessivo della qualità della formazione.

2. Sperimentazione con adeguati supporti e monitoraggi, nonché con una valutazione conclusiva che ne indichi le condizioni di generalizzazione, del sistema graduale e continuo dell’apprendistato formativo dai 14 ai 29 anni (apprendistato per la qualifica e il diploma, apprendistato di alta formazione sia nei percorsi di istruzione universitari sia in quelli dell’alta formazione professionale).

3. Promozione e potenziamento dell’integrazione territoriale ed organizzativa tra sistema di istruzione statale, sistema dell’istruzione e formazione professionale regionale e sistema dell’apprendistato formativo.

4. Premialità, nell’allocazione dei fondi nazionali e soprattutto europei (Fse, Pon e Por), alle Regioni che consolidano sui territori il sistema dell’istruzione e formazione professionale secondario (con qualifiche e diplomi) e superiore (con diplomi superiori) e il sistema sperimentale dell’apprendistato formativo dai 14 ai 29 anni.

5. Nel contesto della Garanzia Giovani, sperimentare in ogni Regione l’affidamento alle istituzioni di istruzione e formazione secondarie e superiori coinvolte nei poli tecnico professionali dei compiti di orientamento, accoglienza, matching, intermediazione, collocazione e ricollocazione dei giovani, anche in convenzione con i centri per l’impiego e/o con le agenzie accreditate per il lavoro.

6. Piano sperimentale per identificare nelle imprese del territorio i luoghi nei quali collocare i laboratori tecnico-professionali delle istituzioni di istruzione e formazione secondarie e superiori, nonché per collegare a questa identificazione sia nuove modalità di progettazione ed esecuzione dell’edilizia scolastica sia le priorità nella distribuzione dei finanziamenti relativi al piano nazionale per l’edilizia scolastica.

7. Completamento del piano nazionale per lo smaltimento dell’amianto dagli edifici scolastici e per il rilancio dell’edilizia scolastica.

8. Sperimentazione monitorata, accanto ai Tfa ordinari (da bandire subito per consentire ai giovani l’ingresso nel mondo della scuola) e alle nuove modalità di reclutamento dei dirigenti scolastici, di percorsi abilitanti all’insegnamento e di reclutamento dei dirigenti scolastici condotti secondo le regole dell’apprendistato di alta formazione.

9. Piano di formazione rivolto specificamente ai tutor scolastico/universitari ed aziendali dei tirocini (curricolari ed extracurricolari) e dell’apprendistato sulla metodologia didattica dell’alternanza studio lavoro, scuola società, teoria pratica, riflessione azione, al fine di riconoscere alle pratiche di lavoro la qualificazione di ordinari «giacimenti» culturali, etico-sociali ed educativi per tutti i processi di apprendimento e di insegnamento.