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Il Nuovo Centrodestra opera nelle aule e nelle commissioni parlamentari per ridurre il costo e la regolazione del lavoro. Nel 2014 si tratta di ridimensionare la spesa delle pubbliche amministrazioni (spending review) destinando ogni economia alla riduzione del “cuneo fiscale” sul lavoro.

La regolazione delle tipologie contrattuali introdotta dalla legge Fornero deve essere quanto prima cancellata per far rivivere il testo unico semplificato sull’apprendistato e la legge Biagi. Confidiamo che l’evidenza della crisi occupazionale consenta peraltro l’esame della nostra proposta di “Statuto dei lavori” che consiste nelle norme inderogabili del diritto comunitario (perciò traducibili in inglese) e del rinvio per tutto il resto ai contratti aziendali o territoriali (art. 8 dl 138/11) e a quelli individuali purché certificati. E l’arbitrato , la cui entrata in vigore dipende solo da un decreto ministeriale,  rappresenta la veloce alternativa privata alla lenta giustizia pubblica per risolvere ogni controversia. La vera semplificazione sta tutta qui: nel consentire ai lavoratori e agli imprenditori che si guardano negli occhi di adattarsi reciprocamente, art. 18 compreso, per condividere fatiche e risultati.

Per questo vogliamo ritornare alla più ampia detassazione del salario di produttività disposta negli anni trascorsi dal ministro Sacconi e approvare il disegno di legge all’esame della commissione lavoro sui modi con cui favorire il coinvolgimento dei lavoratori nella vita dell’impresa con particolare riguardo alla partecipazione agli utili.

Chi è in cerca di lavoro non può essere lasciato solo. Che sia inoccupato, lavoratore subordinato o anche autonomo.
Il sussidio che riceve deve sempre potersi trasformare in incentivo per chi lo assume. Come ogni disoccupato deve godere di un voucher-opportunity che può spendere liberamente per formazione e per servizi di collocamento una volta che lo hanno effettivamente collocato.

I servizi di formazione, di orientamento e di collocamento possono essere pubblici, privati o privato-sociali (come le associazioni di categoria o sindacale e gli enti bilaterali). Essi vanno posti in collaborazione e concorrenza tra di loro remunerandoli prevalentemente in base al risultato.

Crediamo nell’integrazione tra scuola e lavoro perché il lavoro è parte del processo educativo e già dall’età di 14 anni, superato il ciclo di scuola media, deve essere possibile la cosiddetta alternanza tra apprendimento teorico ed esperienza pratica.

 

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